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Dove sono le parrocchie? di don Carmine Ladogana

Ricevo dal mio amico fraterno don Carmine Ladogna questa sua lettera riflessione che integralmente  pubblico.

In questi giorni, di fronte all’ennesima sequenza di assalti ai bancomat con bombe, furti, rapine, disperazione e lacrime di commercianti e atti criminali che stanno ferendo Cerignola, qualcuno si è chiesto: “Dove sono le parrocchie?”.

È una domanda legittima, soprattutto in un momento in cui la città vive sentimenti diffusi di paura, sfiducia e smarrimento. I commercianti denunciano una situazione sempre più difficile; molti cittadini chiedono risposte efficaci e una presenza più incisiva dello Stato. Sono richieste comprensibili, che meritano ascolto e attenzione.

Accanto a queste preoccupazioni, però, credo sia necessario porre un’altra domanda:

Chi sta lavorando oggi per costruire la Cerignola di domani?

 Molto si discute sulle strategie da adottare per contrastare la criminalità. Si sono organizzate due manifestazioni, la prima in piazza e l’altra nella casa comunale, che ha visto insieme alla autorità comunali, la partecipazione del Vicario Generale. Sono occasioni importanti, anche se non sempre riescono a coinvolgere il numero di persone che ci si aspetterebbe. Ma forse quelle assenze non vanno interpretate soltanto come disinteresse.

Forse tra coloro che non partecipano alle riunioni pubbliche, vi sono genitori che hanno scelto di investire il proprio tempo in un’altra direzione. Forse sono gli stessi che accompagnano i figli negli oratori estivi, nelle attività educative e nei percorsi formativi promossi dalle parrocchie della città e che apprezzano il lavoro silenzioso che si svolge. Non perché ritengano inutili le iniziative pubbliche, ma perché hanno intuito che il cambiamento più profondo passa attraverso l’educazione.

Nella mia parrocchia ma in tutte le altre parrocchie di Cerignola, moltissimi animatori, educatori, genitori e catechisti dedicano gratuitamente tempo, competenze ed energie ai più giovani. Lo fanno insegnando il rispetto delle regole, il valore della parola data, il senso della responsabilità, l’attenzione verso gli altri e il bene comune.

È un’opera che raramente trova spazio nel dibattito pubblico. Non produce risultati immediati e non offre soluzioni rapide alle emergenze. Tuttavia incide in profondità, perché contribuisce a formare mentalità, comportamenti e stili di vita.

La sicurezza di una città non nasce solo dai controlli, dalle telecamere o dalle operazioni di polizia. Nasce innanzitutto dalle coscienze. Nasce quando un bambino impara a rispettare gli altri. Quando un ragazzo comprende che la dignità si conquista con il lavoro e non con la sopraffazione. Quando un adolescente scopre il valore della parola data, del sacrificio e del servizio.

Le parrocchie non hanno il compito di reprimere il crimine. Non sostituiscono lo Stato. La loro è una missione diversa e ancora più impegnativa: Prevenire il male educando al bene.

La lotta alla criminalità richiede certamente l’impegno delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della magistratura. Ma nessuna comunità può pensare di affrontare i propri problemi senza un serio investimento educativo. La legalità non nasce soltanto dalle norme o dalle sanzioni; nasce quando viene riconosciuta come un valore da custodire e praticare nella vita quotidiana.

Per questo la presenza delle parrocchie non va cercata soltanto nei momenti di mobilitazione pubblica. Essa si manifesta soprattutto nei luoghi in cui si accompagnano le nuove generazioni a diventare cittadini consapevoli, rispettosi degli altri e capaci di contribuire al bene della collettività.

Mentre gli adulti discutono delle emergenze del presente, in questi giorni afosi, migliaia di bambini e ragazzi stanno vivendo esperienze che insegnano collaborazione, amicizia, gratuità, servizio e rispetto reciproco. È in queste esperienze che si forma il futuro della città, molto più di quanto spesso si riconosca nel dibattito pubblico.

E proprio in questa prospettiva si inseriscono due segni concreti che il Vescovo ha fortemente voluto.

Oggi, in Piazza Duomo, si svolgerà la festa diocesana degli oratori estivi parrocchiali, momento di incontro e di condivisione per tante realtà educative del territorio.

Il primo luglio, invece, sarà la volta della festa degli animatori degli oratori estivi nel cortile del seminario, che raccoglierà giovani impegnati in questo servizio prezioso.

Segni semplici, ma significativi, di una comunità che continua a investire sui più piccoli e sui più giovani, nonostante le difficoltà del presente.

Forse la risposta alla domanda iniziale è proprio questa: le parrocchie sono nei luoghi in cui, lontano dai riflettori, si sta già costruendo il futuro della città.

Perché una città non cambia soltanto quando reagisce al male. Cambia quando educa al bene.

Grazie per l’attenzione.

don Carmine Ladogana

Parroco in Sant’Antonio da Padova a Cerignola

 

Marcello Colopi

Sono un sociologo e un ricercatore sociale, autore di teatro civile e sociale, scrittore e podcaster . Vivo e lavoro a Cerignola

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